....
a cura di Carlo Bolpin, Paola Cavallari, Chiara Puppini
Abbiamo deciso di trattare “la prostituzione” per gli aspetti etici e politici messi in discussione dall’industria del sesso, incrementatasi negli ultimi anni con tecnologie online. Si è così accentuata una cultura che lede la dignità degli esseri umani, ponendo in atto una prassi nociva per le relazioni, con pericoli nella formazione dei giovani.
Il numero affronta pertanto un argomento non solo complesso, ma per lo più posto sotto un pudico silenzio, segno di opportunistica indifferenza e rimozione. Per varie ragioni:
1. è tema tabù; lambisce le aree della vita intima e della sfera sessuale; per cui il bon ton, il pudore e la riservatezza preferiscono evitarlo;
2. è tema in cui si può scivolare in derive da evitare: riprovazione moralistica, visioni oscurantiste, o riduzione a questioni di decenza e pubblico decoro;
3. è tema assai controverso e divisivo, in più aree.
Ci si potrebbe augurare che tali prospettive divergenti costituiscano una ricchezza: per ora sembra arduo, ma non perdiamo la speranza.
Articoli di giovani studiose su una selezione di pagine delle più grandi intellettuali del Novecento
di Franca Podo
Geniale scienziato e saggista storico-filosofico della prima metà del XX secolo, Luigi Trafelli (Nettuno, 7 giugno 1881 - Nettuno, 10 dicembre 1942) - matematico, fisico e insegnante in Italia e nelle R. Scuole italiane all’estero - fu tenace sostenitore degli irrinunciabili valori della libertà dello spirito, in aperta opposizione alle chiusure culturali dei regimi totalitari dominanti all’epoca in Italia e in parte dell’Europa.
In campo scientifico Trafelli fu inventore di tre nuovi apparati elettromagnetici, brevettati in Italia e all’estero (1906, 1918, 1928) e nel periodo 1903-1938 pubblicò scritti originali (articoli su riviste, memorie, note, monografie) su nuovi argomenti in matematica, elettromagnetismo, astrofisica, geofisica, raggi cosmici, fisica atomica e radiazioni.
Trafelli fu il primo fisico a ipotizzare che l’elettrone e il positrone, entrando in collisione sotto particolari condizioni fisiche, potessero subire un processo di annichilazione radiativa nel campo delle alte frequenze, fenomeno poi confermato sperimentalmente da altri e destinato ad avere importanti applicazioni diagnostiche nell’imaging molecolare in campo sanitario nella seconda metà del ‘900. Della paternità di questa geniale intuizione, presentata da Trafelli nel 19331, non è mai stata fatta menzione dai suoi contemporanei né in sedi nazionali nè internazionali, omissione laconicamente commentata dall’autore con le parole “Il tempo è galantuomo”2.
di Franco Valenti
L’Europa è in fibrillazione per la caduta del regime della famiglia Assad. Invece di partecipare attivamente alla soddisfazione per la fine di un regime sanguinario che, in circa 60 anni di potere assoluto, ha martirizzato decine di migliaia di cittadini inermi – ritenuti oppositori politici magari solo per una innocente critica al regime – ora trova il modo di bloccare i riconoscimenti di protezione internazionale ai profughi siriani la cui pratica è ancora in corso, per rispedirli subito in Siria, insieme agli eventuali nuovi malcapitati che stanno per arrivare o che stanno decidendo di partire.
Attraverso il movimento islamista Hay’at Tahrir al-Sham, la Turchia coglie due obiettivi: Erdogan può rispedire indietro tre milioni di siriani trattenuti nei campi profughi senza servizi e impossibilitati a regolare la propria posizione, mentre l’Europa gli promette un ulteriore miliardo per aiutarlo a rimpatriarli e a contenere eventuali siriani in uscita dal suo Paese. Così, il “sultano” può continuare a chiudere – qualche volta ad aprire “ad arte” – i flussi migratori a suon di miliardi. E l’Europa, per le vie brevi – troppo brevi – può fare persino a meno di considerare lo status dei sopraggiunti. Dichiarazioni, in tal senso, sono state udite dalle nostre orecchie, da subito, in Germania, Danimarca e Italia.
di Severino Dianich, in "Settimana News" del 13 marzo 2025
Rumore sempre più intenso e diffuso, sempre più cupo e minaccioso, dello stoccaggio delle armi, da stipare fino a colmarne i magazzini e riempire di cifre iperboliche, nell’ufficio accanto, le fatture delle aziende che le producono e delle agenzie che organizzano il commercio delle armi.
Ci si riarma freneticamente dovunque, in tutte le nazioni, con la pretesa, come fa la Polonia, di avere a disposizione anche le bombe atomiche. Affrettatevi, investite il vostro denaro nelle azioni delle imprese che fabbricano e vendono le armi! Produrranno massacri in qualche parte della terra, ma in compenso il portafoglio degli investimenti vedrà crescere a vista d’occhio l’ammontare degli utili.
Mi viene da domandarmi anche quale trucco i ministri che firmano i decreti del riarmo e i parlamentari che votano le leggi relative, hanno già messo in atto perché, arrivato il momento, i loro figli non siano inviati al fronte.
di Vittorio Borraccetti, in "Il Mattino di Padova" di venerdì 21 marzo 2025
La riforma costituzionale in discussione al Parlamento riguarda l’ordinamento della magistratura. Il suo scopo non è tanto la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri. Se questo fosse stato, la maggioranza di governo avrebbe potuto conseguirlo agevolmente con un disegno di legge ordinaria, senza toccare la Costituzione, secondo le indicazioni dalla Corte costituzionale in due sentenze del 2000 e 2002.
La separazione delle carriere mira invece allo scardinamento dell’attuale assetto costituzionale della magistratura e al controllo del pubblico ministero. Quello che non si vuole è il pubblico ministero indipendente nell’indagine e nell’esercizio dell’azione penale obbligatoria, che è una condizione dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. La separazione darà vita a un ordine autonomo di pubblici ministeri, titolari del potere di indagine e di iniziativa penale, senza più riferimento alla giurisdizione nel suo insieme, quindi fatalmente destinato a trovare un riferimento nel potere politico oppure a essere limitato nel potere di indagine e di iniziativa penale.
di Maurizio Ambrosini in "Avvenire" del 13 febbraio 2025
Bisogna partire da un dato: a dispetto delle vibranti campagne in difesa dei confini, gli immigrati servono. Sta accadendo in tutta Europa, anche perché dai Paesi dell’Est integrati nell’Ue (Polonia, Romania, Bulgaria...) ormai non ne arrivano più, o comunque non a sufficienza.
La contraddizione tra politiche dichiarate, all’insegna di slogan contro l’invasione, e politiche praticate, che invece hanno riaperto agli ingressi per lavoro, diventa particolarmente stridente nel caso italiano.
Nelle pagine di Cristina Campo selezionate e commentate con maestria da Caterina Zamboni Russia si coglie un triplice movimento. Il primo è un movimento di ritorno alle origini, alla natura – umana, minerale, vegetale o animale che sia. Il secondo traspone in chiare, piane parole la bellezza e la forza che essa serba e schiude, perché fuori dalla parola esatta quella bellezza e forza si perdono, almeno per noi. Un terzo movimento, infine, rompe il cerchio nel quale vorremmo che i primi ci chiudessero, incantati. Qualcosa, infatti, in quella natura e in quelle parole tanto profondamente amate apre ad altro, a un’origine e a un ordine diverso, cui non possono che far cenno lasciandoci inquieti e spaesati, finché l’abisso non risponda all’abisso, per grazia, e tutto sia ridente e salvo.
Paolo Bettiolo
di Paolo Naso in "Avvenire" del 27 febbraio 2025
Qualche mese fa Donald Trump si è fatto sponsor di una speciale edizione della Bibbia fregiata della scritta “Dio benedica gli Usa”. «Molti di voi non l’hanno mai letta - dichiarò in appoggio al lancio di quell’edizione, per altro sollevando il legittimo dubbio se egli l’avesse letta. La religione e il cristianesimo sono le cose più grandi che mancano in questo Paese, e credo davvero che dobbiamo riprenderceli indietro e dobbiamo farlo in fretta».
In quei giorni era una strategia difensiva e una mossa elettoralistica tese a conquistare il consenso di un elettorato allora ancora dubbioso sulle virtù cristiane del candidato. Oggi, a pochi giorni dalla istituzione alla Casa Bianca di un “Ufficio per la fede” diretto dalla predicatrice Paula White, l’immagine di Trump con la Bibbia o del presidente raccolto in preghiera mentre viene benedetto dai pastori evangelical del neocostituito “Ufficio della fede” diventano l’icona di un programma che adotta simboli e linguaggi politici.
di Felice Vian e Giorgio Franceschetti, già professori dell’Università degli studi di Padova, hanno predisposto un rapporto riguardante la consistenza dei sacerdoti della Diocesi di Padova (la terza per importanza demografica in Italia) tra 25 anni. Il lavoro era stato stimolato dal libro di Andrea Riccardi La Chiesa brucia. Crisi e futuro del Cristianesimo.
Non so se cambiando le cose miglioreranno, ma so che per migliorare devono cambiare
(Tao Tze)
1. Premessa
Andrea Riccardi nel suo libro La Chiesa brucia (Laterza 2021) con riferimento alla Chiesa cattolica, si pone il quesito fondamentale “declino o crisi”? Se la prospettiva è il declino non resta che gestire la “sopravvivenza”, se invece è la crisi, la prospettiva è il “cambiamento”. Coerenti con il messaggio evangelico che invita all’ottimismo e alla speranza, non possiamo che assumere la prospettiva del cambiamento.
di Luigi Bartolomei in SettimanaNews, 23 dicembre 2024
Le chiese delle diocesi italiane secondo il censimento che la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) porta avanti dal 2000, sono circa 67.700. La gran parte di esse è dotata di scheda pubblica online, accessibile sul portale BEWEB (Beni ecclesiastici sul Web), ove si possono trovare notizie storico-descrittive sulla propria parrocchia o sulla chiesa d’affezione.
Chiese in vendita: quando il sacro incontra il mercato
Tuttavia, a questo preziosissimo regesto, sfuggono ancora molti immobili, poiché la CEI, in questo primo scandaglio delle chiese d’Italia, ha adottato quali criteri selettivi la permanenza dell’uso liturgico (ancorché saltuario) e la proprietà diocesana. Si intuisce che le chiese escluse da queste categorie siano numerose, sebbene quantificarle sia una scommessa. Si devono infatti stimare gli edifici di culto nella proprietà degli ordini religiosi (da quelli medievali a quelli ottocenteschi e contemporanei), gli oratori e le chiese delle confraternite, quelle che appartengono allo Stato (Fondo edifici di culto – FEC – in testa, ma anche Demanio) e quelle afferenti ad altre proprietà pubbliche (Comuni, Aziende sanitarie locali ecc).
Pagina 1 di 8
Nuovo mutamento della sfera pubblica e politica deliberativa
di Jürgen Habermas
Raffaello Cortina editore
La natura nel pensiero femminile del Novecento
di Isabella Adinolfi e Lucetta Scaraffia
Il Melangolo 2022
Patrilineare. Una storia di fantasmi
di Enrico Fink
Lindau 2025