Il suicidio di Israele 
di Anna Foa 
Laterza 2024

Tra i tanti libri usciti in questi lunghissimi mesi di guerra in Israele Palestina merita secondo me di essere letto Il suicidio di Israele di Anna Foa. Anna Foa è un’importante storica italiana, ebrea.
Il libro è decisamente denso nella quantità (poche pagine) e nella qualità dei contenuti.
È diviso in quattro capitoli che sono la storia, l’identità, verso la pace e contro la pace e il suicidio di Israele.
Foa inizia raccontandoci dal punto di vista storico cosa è il sionismo e suggerendo che sarebbe meglio parlare di sionismi al plurale. Inoltre non da subito i sionisti hanno pensato alla Palestina come luogo in cui realizzare lo stato, anche perché sapevano perfettamente che fosse abitata. All’inizio la visione era più laica e socialista, nel tempo si sono invece rafforzati gli aspetti più francamente religiosi, per quanto non senza critiche: non tutti gli ebrei né in Israele né fuori ritengono che la terra sia loro perché promessa da Dio in persona.

Ho trovato molto interessante e illuminante la descrizione del rapporto, per nulla scontato né così pacifico e solidale, tranne dopo il 7 ottobre 2023, tra ebrei della diaspora ed ebrei abitanti di Israele.
Altrettanto complessa e sfaccettata appare la storia vista dalla parte dei palestinesi, a cominciare dall’impero ottomano prima della dichiarazione di Balfour, passando attraverso la seconda guerra mondiale e la Nakba del 1948 e fino ai nostri giorni. Nel tempo si sono rafforzati gli estremismi da ambedue le parti.
E ancora: il rapporto di Israele e Palestina con i paesi arabi confinanti, con la Russia, l’Europa e gli Stati Uniti è stato ed è molto complesso e articolato.
Nel saggio ricorrono parole come colonialismo (di insediamento) e apartheid, non come in Sudafrica, ma quasi: come si può definire altrimenti rendere la vita impossibile attraverso i numerosissimi check point o dedicare strade separate a ebrei e palestinesi?
In poche pagine si capiscono tante sfumature ma soprattutto tanto dolore da una parte e dall’altra.
E pensare che ci sono stati momenti, che Foa racconta, in cui la pace e la convivenza sembravano possibili e invece a volte gli uni e a volte gli altri hanno impedito che si realizzassero! Purtroppo bisogna riconoscere che il 7 ottobre sbiadisce di fronte alle decine di migliaia di morti, per lo più bambini, donne e vecchi, e feriti, mutilati e dispersi a Gaza. Si cita, spesso a sproposito, la Shoa. L'antisemitismo aumenta, ma le azioni del governo israeliano non aiutano a rasserenare gli animi.

Conoscenza e complessità mi sembrano le due prospettive da cui Foa invita a guardare il conflitto. 
Quale sarà il futuro? Secondo l’Autrice non ci sono molte alternative: trattare con Hamas e con chi ha distrutto case e famiglie gazawi, è l'unica strada possibile.

di Anna Urbani

Anna Foa 
Il  suicidio di Israele 

Laterza 2024, pp. 104, euro 15,00