Israele-Palestina. Il quadro storico del conflitto
registrazione dell'incontro con Paolo De Stefani, docente di Diritto internazionale Università di Padova
11 novembre 2023 in collaborazione con le associazioni Una Strada, La Rotonda, Di Casa. Parrocchia di Carpenedo, Mestre
di Enrico Trevisi, Vescovo Diocesi di Trieste
La “teoria della guerra giusta” poneva condizioni molto rigorose. Chi la evoca oggi non la conosce. Era nata un po’ alla volta lungo i secoli e sempre per limitare la guerra, restringerla e costringerla a ridimensionarsi. Per fare la guerra (lo jus ad bellum) si chiedeva: 1) una causa giusta; 2) un’autorità competente; 3) una retta intenzione; 4) rimedio estremo; 5) proporzionalità; 6) probabilità di successo. E una volta scoppiata la guerra (lo jus in bello) si prescriveva 1) la discriminazione tra obiettivi civili e obiettivi militari; 2) la proporzionalità di ogni azione militare rispetto agli esiti ragionevolmente sperati. Tutte condizioni che nelle attuali guerre sono disattese.
di Maurizio Ambrosini
Il volontariato è un fenomeno multiforme e sfaccettato, che coinvolge milioni di persone, in Italia e nel mondo. Siamo soliti tuttavia immaginarlo come un rapporto in cui chi sta meglio, per condizione sociale, salute, mezzi economici, aiuta chi si trova per qualche ragione in una condizione di bisogno o di mancanza. Se pensiamo al rapporto tra volontariato e immigrati, il pensiero va ai cittadini solidali che dedicano tempo, risorse ed energie alle molte necessità dei cittadini stranieri, specialmente i neo-arrivati e i più fragili: scuole d’italiano, ambulatori, mense, dopo-scuola, dormitori e mille altre iniziative. Talvolta anche contrastate da indirizzi politici di chiusura ed esclusione, come nel caso emblematico dei salvataggi in mare.
La nota dell'Ufficio per le comunicazioni sociali: l’impegno della Chiesa è combattere l’illegalità con la legalità, evitando che il Mediterraneo diventi sempre più un cimitero: ogni vita va salvata.
In questi giorni la Conferenza Episcopale Italiana e alcune Diocesi, insieme ai loro Pastori, sono state pretestuosamente chiamate in causa da qualche organo di informazione. Nel contesto di un’inchiesta giudiziaria della Procura della Repubblica di Ragusa a carico di “Mediterranea Saving Humans – APS” per presunto favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e presunta violazione del codice della navigazione, sono state avanzate accuse diffamatorie nei confronti di persone e istituzioni ecclesiastiche, a partire da alcune chat usate in modo strumentale e improprio. Una pratica questa che, contro chiunque venga utilizzata, merita sdegno e disappunto.
di Maurizio Ambrosini
La percezione di un’immigrazione montante e drammatica è stata per anni un dato di senso comune così potente e comunemente accettato da non essere mai posto in discussione. Lo stesso accade per il rapporto tra immigrazione e povertà. E pochi osano avanzare dubbi nei confronti dell’inossidabile slogan “aiutiamoli a casa loro”. In realtà anche chi vorrebbe stare dalla parte degli immigrati o almeno assumere una posizione equilibrata accetta l’inquadramento del fenomeno fornito da un senso comune largamente ostile. Il primo passo per un approccio serio alla questione consiste invece nel conoscere qualche dato fondamentale e interpretarlo adeguatamente.
di Yahya Pallavicini, imam, e vicepresidente di Coreis (Comunità religiosa islamica italiana), in Avvenire del 26 ottobre 2023
La comunità religiosa islamica italiana ringrazia papa Francesco per il richiamo spirituale universale che riconosce nell’invito al digiuno rivolto ai cristiani per la pace in Terra Santa. Nell’Islam il digiuno assume il significato di astensione da sé stessi e purificazione dal male a patto che sia compiuto con un’intenzione chiara rivolta all’incontro con il proprio Signore. Come musulmani italiani assistiamo alle conseguenze della violenza in Israele e dei bombardamenti militari a Gaza: odio, rapimenti, omicidi, distruzione, feriti e morti. La speculazione sul numero dei defunti si accompagna alle analisi politiche e morali sull’attribuzione della colpa e sull’ideale di legittimità o di sicurezza nazionale.
di Maurizio Ambrosini, in Avvenire del 18 ottobre 2023
In un tragico rimbalzo del nuovo conflitto tra Hamas e Israele, torna l’orrore in Europa. Colpisce un insegnante in Francia, con altri due feriti, due tifosi svedesi in Belgio. E un’altra scia di sangue innocente arriva dagli Stati Uniti.
La logica del terrorismo, come la parola stessa dimostra, è quella di colpire in modo indiscriminato, in mezzo alla gente comune, per suscitare panico e spavento, seminare diffidenza e chiusura, separare persone, gruppi, identità. A volte voluto, sempre conseguito, è lo scopo di alimentare i conflitti tra le popolazioni colpite dagli attacchi e le minoranze che i terroristi pretendono di vendicare o di difendere.
Coordinamento Campagne Rete Italiana Pace e Disarmo 10 Ottobre 2023
Condanniamo l’ignobile e brutale atto di aggressione di Hamas contro la popolazione civile Israeliana, contro anziani, bambini, donne, in spregio di ogni elementare senso di umanità e di civiltà, alla quale si è aggiunta la barbara pratica della presa di ostaggi. Siamo di fronte alla violazione di tutti i trattati e le convenzioni internazionali, volti a salvaguardare le popolazioni civili dalle guerre e da ogni forma di occupazione.
di Giannino Piana
La politica non si fonda su sé stessa. Ha bisogno di un humus antropologico e valoriale, in cui affondare le proprie radici e dal quale ricavare gli indirizzi che ne guidano l’azione. Il pensiero occidentale si è confrontato, fin dalle origini, con questo problema, proponendo soluzioni diverse a seconda dei vari momenti storici e dei vari contesti socioculturali. I modelli che si sono succeduti e alla base dei quali vi sono concezioni diverse dell’uomo (e del mondo) sono riconducibili a tre fondamentali: quello più tradizionale che fa riferimento alla “legge naturale”, quello “contrattualista” che ha caratterizzato l’intero corso della modernità, e infine quello “relazionale”, che ha acquisito ai nostri giorni una consistente credibilità a livello teorico, anche se è ancora poco utilizzato nell’ambito della prassi politica.
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