di Lucia Capuzzi, in Avvenire del 19 settembre 2023
Si potrebbe chiamare “sindrome della Fortezza Bastiani”. Quella del tenente Giovanni Drogo, creato dalla penna di Dino Buzzati che, chiuso nella cittadella militare, trascorre l’intera esistenza nell’attesa di nemici immaginari, senza più riuscire a “tornare nel mondo”. O, per i lettori più giovani, potremmo utilizzare una metafora mutuata dal “Trono di spade”: la “sindrome del Castello nero e della Barriera di ghiaccio”, quando i bellicosi “sette Regni” sperano, invano, con quest’ultima, di mettersi al riparo “dagli estranei” alias i mostri. Sono trasposizioni letterarie e cinematografiche della tendenza umana a rintanarsi dietro mura possenti nell’illusione di sfuggire al caos.
di Raul Gabriel, in Avvenire del 17 settembre 2023
Identità è una parola che torna spesso nei miei scritti, e confesso che vederla utilizzata nelle sue accezioni tossiche mi trasmette il senso di quanto all'epoca in cui Babele viene annoverata tra i ricordi di uno ieri arcaico sia difficile una lingua comune, perlomeno nei suoi riferimenti semantici. La identità che intendo è una mirabile intelaiatura aperta alla relazione, gemella diversa della coscienza, nostra peculiarità che mai potrà essere mutuata dalle tecnologie, interfaccia che apre al mondo regalandoci l'incontro, scrigno di altrettante identità per quanti sono gli esseri umani.
di Maurizio Ambrosini, in Avvenire del 19 settembre 2023.
Il governo italiano si sta comportando come l’apprendista stregone del film di Walt Disney. Dopo aver suscitato l’idea che quella dei profughi dall’Africa in cerca di asilo sia un’emergenza nazionale, e avendo smantellato il sistema di accoglienza, ora si trova in chiaro affanno nel dimostrare di saper mettere sotto controllo la situazione.
di Nicoletta Dentico
Articolo pubblicato il 3 settembre in Sbilanciamoci.info
Avevamo il secondo sistema sanitario più bello del mondo, per l’Oms, fino al 2000. Oggi almeno il 60% dei fondi pubblici finisce in mano ai privati; più del 50% delle strutture che si occupano di malattie croniche sono private. I tagli della prossima legge di bilancio assecondano questa metastasi.
Parecchi anni fa, in taxi per le strade di Nairobi, ricordo lo sbalordimento quando il taxista dichiarò en passant, ma con sarcastico sollievo, che nell’eventualità di un incidente con la macchina, la mia presenza a bordo avrebbe garantito la disponibilità di una carta di credito per accedere al pronto soccorso anche per lui.
Il Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) esprime profonda preoccupazione per l’ennesima grave crisi del sistema d’accoglienza, e si pone in totale disaccordo con l’approccio emergenziale assunto dal governo Meloni che ancora una volta punta ad ostacolare il diritto d’asilo e il diritto ad una accoglienza dignitosa. A inizio anno, il TAI ha chiesto all’attuale governo di programmare gli interventi di accoglienza, come previsto dalla normativa. Il Tavolo di coordinamento presso il Viminale si è riunito però solo il 4 agosto, dopo ripetute richieste e sollecitazioni del TAI, non potendo di fatto contribuire ad alcuna programmazione e limitandosi dunque sostanzialmente a prendere atto di misure emergenziali già assunte dal governo senza il coinvolgimento dei territori e del terzo settore.
Le recenti violenze urbane, che hanno colpito la Francia dopo l'uccisione di un giovane da parte di poliziotti, sono state strumentalizzate, non solo in Italia, per criminalizzare ancora gli immigrati e chi opera per l'accoglienza. Pensiamo utile riportare l'analisi di tre donne: l’imam Kahina Bahloul, la teologa cattolica Anne Soupa e la rabbina Daniela Touati. Invitano a superare i giudizi affrettati e cercare di capire. Denunciano che si tratta di processi di disumanizzazione e di negazione di diritti.
Rivolte urbane: “Come siamo messi con la nostra umanità quando c’è solo violenza e si accetta una simile frattura tra di noi?”
di Kahina Bahloul, Anne Soupa e Daniela Touati in “www.lemonde.fr” del 14 luglio 2023 (traduzione: www.finesettimana.org)
Le recenti violenze urbane che hanno colpito la Francia dopo la morte di Nahel M. sono una vera disumanizzazione, deplorano l’imam (donna) Kahina Bahloul, la teologa cattolica Anne Soupa e la rabbina Daniela Touati. Invitano a superare i giudizi affrettati e a ricreare legami.
di Carlo Bolpin
Chiesa, Vangelo e coscienza cristiana
Papa Francesco continua ad affermare la nonviolenza come unica forma di legittima difesa possibile per il cristiano coerente con il Vangelo, superando la dottrina della guerra giusta. Anche negli ultimi discorsi di Francesco, malamente strumentalizzati da chi vuole un papa realista e non più evangelico, rimane il principio dell’opposizione al male della guerra. Francesco però afferma, invertendo la tradizionale dottrina cattolica, il principio fondamentale del primato della coscienza, alla quale in ultima istanza spetta giudicare nel caso concreto se è possibile o inevitabile il ricorso al male delle armi (che rimane un male).
di Marina Salvato
Tra il 15 e il 18 giugno il Cansiglio ha vissuto un’esperienza straordinaria, partecipata da più di mille persone. Una “prima volta”, a livello italiano, di un incontro su un tema di grandissima attualità: “La foresta tra scienza, benessere e spiritualità”. Un tema affrontato da una pluralità di voci, anche molto diverse, ma complementari, quali quelle della scienza, con le Università di Padova e di Venezia, degli operatori forestali, con Veneto Agricoltura, dei tanti movimenti ambientalisti, da Extinction Rebellion a Friday for future, a Lega Ambiente, al Cai, al Movimento Laudato Si’…, e da numerosi gruppi che approfondiscono e vivono la foresta come benessere psicofisico, quali Società Selvatica, i cultori dello yoga in foresta e, infine, gli artigiani del legno e della creta. Proprio la pluralità dei punti di vista rappresentava la sfida più difficile del Convegno, che tuttavia ha vinto la prova e ha segnato un prezioso primo momento di un processo di presa di coscienza e sensibilizzazione anche istituzionale, capace di raccogliere le forze in senso ampio “ambientaliste” e creare un movimento culturale, sociale e spirituale in grado di opporsi alla devastante catastrofe climatica.
di Giuseppe Tattara
Il trasferimento del sovrappiù dai paesi dell’Africa Sub Sahariana è importante nello spiegare lo sviluppo industriale dell’occidente e dei grandi paesi asiatici negli ultimi anni perché i paesi africani sono produttori di risorse necessarie per la crescita economica dell’occidente sviluppato come manganese, cromite, cobalto, fosfati, idrocarburi, uranio radioattivo e di molti prodotti dell'agricoltura. Tuttavia l’ammontare e anche la direzione di tale sovrappiù sono stati nascosti dai metodi comunemente adottati di calcolo del valore del commercio estero dei paesi africani. Bisogna ristudiare il processo di estrazione del sovrappiù e demistificare l’atteggiamento di coloro che sottolineano la generosità degli aiuti forniti all’Africa Sub Sahariana dai governi occidentali e dalle istituzioni internazionali e l’incapacità dei paesi riceventi di trarne profitto.
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