Considerata la gravità della situazione e la disinformazione di parte della stampa apriamo un confronto con questo articolo di Alex Zanotelli, invitando a partecipare alle manifestazioni che si tengono nelle varie città. Anche a Mestre: Sì alla pace, no alla guerra.
Viviamo un momento drammatico della storia umana. Siamo sotto la minaccia dell’“inverno nucleare” e dell’“estate incandescente”! La prima provocata da una guerra nucleare e la seconda dalla paurosa crisi ambientale.
Pubblichiamo e rilanciamo il comunicato di Pax Christi Italia Se vuoi la pace, prepara la pace. In Ucraina e nel mondo intero.
La crisi in Ucraina e le tensioni fra Russia e Nato rischiano di sfociare in una guerra dagli esiti imprevedibili, che potrebbe degenerare in un confronto nucleare.
Contro l'escalation militare è importante mobilitarsi perché l'Italia e l’ONU svolgano un ruolo di distensione in questo difficile momento.
Voglio sostenere le iniziative di pace che facciano sentire la voce di chi ripudia la guerra, così come recita l'articolo 11 della Costituzione Italiana.
Con questa adesione esprimo la volontà di collaborare alle attività contro la guerra e di partecipare alla costituzione di un comitato per la pace a livello locale.
Il 2 febbraio 2022, giorno del quinto anniversario del Memorandum, decine di organizzazioni italiane, libiche, africane ed europee presentano un documento di analisi e denuncia degli effetti del Memorandum e lanciano un appello al governo e alle organizzazioni internazionali: l’unica strada per tutelare le persone migranti in Libia è la revoca immediata del Memorandum. Esodo ha aderito all'Appello al Governo e alla UNHCR e OIM, lanciato da Asgi - Associazione Studi Giuridici Immigrazione.
Leggi e firma il documento: https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2022/02/Appello_Memorandum_ITA.pdf
Luciano Bano, frate e presbitero francescano, se ne è andato improvvisamente nell’altra vita. Accanto all’istantaneo dolore che la notizia ha provocato nei molti che lo hanno conosciuto nelle sue diverse peregrinazioni territoriali ed esperienziali, ugualmente immediati sono comparsi ricordi di incontri, di parole, di abbracci avuti con lui, associati dal suo sguardo apparentemente ingenuo accompagnato da un sorriso che esprimeva amicizia, curiosità e fiducia.
Luciano, fedele amico di Esodo nella sua espressione associativa e nell'attenta lettura dell'unita rivista, ha percorso un lungo e intenso periodo della sua vita come operatore sanitario in un ospedale mestrino facendo parte di quel significativo gruppo di “preti operai” presenti nell’area veneziana che sono stati testimoni di appartenenza alla Chiesa vissuta entro la condizione e le battaglie della classe operaia.
Sulla soglia del nuovo anno, riprendiamo questo articolo di Lucia Capuzzi in Avvenire del 15 dicembre 2021 per un augurio di speranza per percorrere strade concrete di pace e giustizia tra i popoli.
Il fronte per la pace alza la voce Il Comitato per la civiltà dell’amore ha appena lanciato la proposta di riconvertire le testate in elettricità per combattere la fame. E la Rete disarmo chiede una moratoria all’Italia.
La questione si è imposta sulla ribalta mediatica mondiale il mese scorso, durante la 26esima Conferenza Onu sul cambiamento climatico.
di Mara Rumiz
Emergency si racconta attraverso tre mostre, molto diverse tra loro, che si possono visitare fino al 10 gennaio, tutti i giorni dalle 11 alle 17, tranne il 24,25, 26, 31 dicembre e 1, 6 gennaio presso la sede di Emergency alla Giudecca.
La prima, Scandalosamente bello. Il Centro di Chirurgia Pediatrica di Entebbe, presenta - attraverso le fotografie di Marcello Bonfanti, gli schizzi progettuali, i plastici, i campioni dei materiali utilizzati, i dati, le citazioni di Gino Strada e di Renzo Piano - il nuovo ospedale in Uganda progettato da Renzo Piano con la collaborazione di TAMassociati.
Il titolo non vuole assolutamente essere autocelebrativo e non rappresenta neppure un giudizio estetico ma ha un significato preciso. “Voglio un ospedale scandalosamente bello” questo il mandato che Gino Strada affidava ai progettisti: bello perché la bellezza è elemento fondamentale della cura e, tra l’altro, in quasi tutte le lingue africane, il bello è associato al buono; scandalosamente perché tanti pensano che, visto che gli Africani non hanno niente, gli aiuti sanitari possano limitarsi ai farmaci e agli interventi chirurgici. Certo, questi sono necessari ma anche l’Africa ha diritto all’eccellenza della medicina e delle strutture. I diritti o sono per tutti o sono privilegi, sosteneva Gino.
Il dolce tipico del Natale quest’anno avrà tutto un altro sapore: da sabato 4 a mercoledì 8 dicembre 2021 EMERGENCY sarà nelle piazze di tutta Italia con il “Panettone fatto per Bene”, realizzato in collaborazione con Tre Marie. Un modo per sostenere le attività umanitarie dell’organizzazione in Italia e nel mondo, dando il proprio contributo per garantire il diritto a cure gratuite e uguali per tutti.
Il panettone, del peso di 1 kg, è realizzato seguendo la tradizionale ricetta milanese, con una forma bassa e un impasto soffice arricchito con uvetta, scorzoni canditi di arance siciliane e cubetti di cedro Diamante che gli conferiscono un gusto ricco e pieno e un aroma agrumato.
Continuando la nostra riflessione sul "crollo del sistema giuridico europeo”, dello “Stato di diritto”, pubblichiamo l’articolo di Maurizio Ambrosini, pubblicato nell’ inserto del quotidiano Avvenire martedì 16 novembre u.s., dal significativo titolo Se questa è Europa... Una corona di filo spinato, "con immagini del filo spinato che è l’immagine oggi della Fortezza Europa", come scrive il direttore Marco Tarquinio nel suo editoriale di presentazione, che conclude “Se l’Europa è il finanziamento diretto o indiretto dei lager e dei negrieri di Libia. Se l’Europa è l’intrico balcanico di recinti, campi minati e miliziani picchiatori. Se l’Europa è i fucili spianati di Ceuta e Melilla. Se l’Europa è le 'giungle' di Calais. Se l’Europa sono gli eserciti schierati ai confini orientali e i poveri in mezzo. Se questa è l’Europa, l’Europa è imbelle, incrudelita e tradita. E noi non possiamo più dirci europei”.
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