Pubblichiamo l’articolo di Renato Sacco, consigliere nazionale di Pax Christi e redattore di Mosaico di pace, apparso su il Manifesto del 4 novembre 2021. Una denuncia forte e chiara di come attraverso le retoriche celebrazioni istituzionali si cerca di costruire l'identità di un popolo manipolando la memoria e i fatti.
Non strumentalizziamo il «milite ignoto» in questo 4 novembre per giustificare la guerra, ripudiata dalla Costituzione. Le «celebrazioni» piene di retorica di questi giorni purtroppo ne sono la conferma. E coinvolgeranno anche le scuole.
Ogni giorno Avvenire continua a pubblicare inchieste e denunce di azioni criminali verso rifugiati, profughi, che ormai si possono definire programmi e non semplici singoli atti. Per questo abbiamo prima dell’estate curato una rassegna stampa di articoli in particolare scritti da Nello Scavo anche come atto di solidarietà verso questo giornalista costretto a girare con la scorta. Intendiamo riprendere questa rassegna stampa, anche per il silenzio prevalente con pochi significativi casi degli altri giornali e delle televisioni, ma anche degli altri strumenti di informazione. Questa sostanziale amnesia ci coinvolge tutte e tutti. E questa volta non possiamo dire “non sapevamo”, non potevamo sapere.
La rivista del centro pace di Mirano "Sonja Slavik".
E' possibile ascoltare la lettura ad alta voce della rivista.
Quest'anno, durante il Tempo del Creato, la famiglia cristiana mondiale si riunisce attorno al tema: “Una casa per tutti? Rinnovare l'Oikos di Dio”. Oikos è la parola greca per "casa" o "famiglia". Il simbolo di quest'anno, la tenda di Abramo, rappresenta il nostro impegno a salvaguardare un luogo per tutti coloro che condividono la nostra casa comune, proprio come fece Abramo nel Libro della Genesi.
Uniamoci a Papa Francesco nell’alzare una voce unita per la giustizia ecologica e climatica, firmando e condividendo la petizione "Pianeta Sano, Persone Sane", che sarà presentata alla prossima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Stiamo cercando di ottenere almeno mezzo milione di firme. Aiutaci ad arrivare all’obiettivo.
di Mara Rumiz
Non mi è facile scrivere, e parlare, di Gino. È ancora troppo forte il dolore per la sua scomparsa e il dolore per me è doppio: ho perso contemporaneamente un grande uomo, che della cura alle vittime della guerra e della povertà aveva/ha fatto la sua ragione di vita, e l’amico con cui passare tante serate, con cui discutere, non solo di Emergency, su cui confidare.
Gino si era inventato Emergency nel 1994, intorno al tavolo della cucina, con la moglie Teresa, scomparsa prematuramente più di 10 anni fa, e alcuni amici, convinto che ci fosse la necessità di esserci laddove il bisogno di cure era più forte: non a caso il Rwanda fu il primo progetto dell’Associazione.
di Simone Morandini
La sostenibilità è diventata elemento qualificante del linguaggio della politica internazionale a partire dal rapporto presentato da Gro Bruntland alle Nazioni Unite nel 1987. Essa fa riferimento a una forma socioeconomica che consenta di soddisfare i bisogni della generazione presente senza pregiudicare analoga possibilità per quelle future. Si tratta di una prospettiva ormai spesso citata, ma che potrebbe anche essere interpretata in forma minimale e autoreferenziale, come un mero tentativo di prolungare il presente, garantendo a esso (e a noi e a chi con noi lo condivide) la possibilità di durare per un tempo lungo.
Esodo aderisce al Manifesto Casa della Comunità, "campagna per le Case della Comunità affinché siano realizzate come vera innovazione del sistema di welfare, come autentico potenziamento della tutela della salute nei territori, a partire dai bisogni e non dai servizi e dove si realizza finalmente una concreta integrazione socio-sanitaria capace di accogliere le persone soprattutto quelle più fragili".
In occasione della Giornata Internazionale del Rifugiato, la campagna IO ACCOLGO avanza 10 proposte per un Patto Europeo per i diritti e l’accoglienza, che prevede misure giuste ed efficaci per favorire ingressi legali, fermare le stragi nel Mediterraneo e ai confini europei, garantire il diritto d’asilo e combattere realmente i traffici connessi agli ingressi illegali.
Non possiamo tacere ed è difficile scegliere tra i tanti tragici casi (non più episodi) di razzismo. "E' tempo della vergogna " ha detto Papa Francesco. Perché non abbiamo più la scusa di non sapere, non vedere... Non siamo rassegnati perché molte sono le iniziative positive e le proposte per affrontare i problemi dei processi migratori e delle relazioni interculturali. Ma ora non possiamo non vergognarci come spinta a fare di più.
Pubblichiamo la riflessione di di Marina Corradi in "Avvenire" del 5 giugno 2021:
La lettera di Seid. Lo schiaffo che deve farci aprire gli occhi sul razzismo
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