di Paolo Naso
Si discute di crisi della globalizzazione. E’ una tesi che condivido e che ci dovrebbe indurre a ripensare questo grande processo economico e politico che ha caratterizzano gli ultimi decenni. La delega di poteri propri degli stati a organismi sovranazionali sua origine, l’apertura dei mercati, il superamento dei blocchi militari hanno segnato un tempo che, idealmente, possiamo fissare tra la nascita delle Nazioni Unite e la crisi dei mercati finanziari che ha raggiunto la sua acme nel 2008. In questo lungo lasso di tempo la globalizzazione è stata celebrata e persino idolatrata come il processo che avrebbe ridotto le conflittualità, allargato i confini e promosso i diritti umani.
di Maurizio Ambrosini
Pubblichiamo, per gentile concessione dell’autore, l’articolo di “Avvenire” dell’8 novembre 2022 «Emergenza sbarchi», l’uso politico. Sono persone non rifiuti.
Sul fronte politico-mediatico è, dunque, tornata l’emergenza sbarchi. Il neo-insediato governo Meloni ha immediatamente rieditato la guerra alle Ong e ai partner europei, già targata Salvini. E negli stessi giorni, con meno clamore, ma con effetti pratici ancora più perniciosi, ha rinnovato il memorandum d’intesa con la Libia, nonostante le denunce sempre più numerose, documentate e autorevoli di abusi e maltrattamenti, fino alle torture e alle uccisioni, a danno di migranti e profughi detenuti e, se in fuga, intercettati e rimandati nei centri di detenzione gestiti sia dal governo, sia da milizie locali.
Esodo aderisce al seguente appello.
Come organizzazioni del Tavolo Asilo e Immigrazione e che si occupano della promozione dei diritti fondamentali, ci rivolgiamo ai Ministri dell’Interno, della Difesa e delle Infrastrutture del Governo Italiano, perché sia immediatamente consentito lo sbarco di tutti i naufraghi soccorsi negli scorsi giorni nel Mediterraneo Centrale, da giorni in attesa a bordo delle navi di salvataggio.
Il Decreto del Ministero dell’Interno del 4 novembre 2022, scritto di concerto con il Ministero della Difesa e il Ministero delle Infrastrutture, con il quale si pretende di riservare lo sbarco alle sole persone “che versino in condizioni emergenziali” e di respingere le altre fuori dalle acque territoriali, si pone decisamente in contrasto con il divieto di respingimento collettivo, e potrebbe portare a una nuova condanna dell’Italia per respingimenti illegali, come già fu nel 2012. Il Tavolo Asilo e Immigrazione sottoscrive, a questo proposito, l’analisi e l’appello proposto da Magistratura Democratica e allegato a questo comunicato stampa.
Pubblichiamo la riflessione dei presidenti dei movimenti cattolici ed ecumenici in vista della manifestazione nazionale a Roma il 5 novembre per il cessate il fuoco immediato in Ucraina e il negoziato
Diciamo No alle armi nucleari e SÍ a forti gesti di pace e di dialogo
A pochi giorni dalla grande manifestazione per la pace del 5 novembre a Roma e uniti a Papa Francesco, offriamo questo contributo di riflessione al dibattito e al confronto in corso sul drammatico problema della guerra e sulla necessità di avviare concreti percorsi di pace.
di Mara Rumiz
Il 90% delle vittime delle guerre sono civili, un terzo dei quali bambini. E’ quindi questo il nemico? Chi paga il prezzo della guerra? La più aberrante in assoluto, diffusa e costante violazione dei diritti umani è la guerra, in tutte le sue forme. Cancellando il diritto di vivere, la guerra nega tutti i diritti umani. Come le malattie, anche la guerra deve essere considerata un problema da risolvere e non un destino da abbracciare o apprezzare. Un mondo senza guerra è un’utopia che non possiamo attendere oltre a vedere trasformata in realtà. (Gino Strada. “Abolire la guerra unica speranza per l’umanità”. Discorso alla cerimonia del Right Livelihood Award 2015).
Siamo nel pieno di una guerra alle porte di casa.
di Antonella Visintin Rotigni, Commissione Globalizzazione e ambiente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia
Premessa
Quando a fine anni ’80 ho cominciato a realizzare che le coordinate del pensiero collettivo, e quindi il patto sociale, stavano cambiando intorno a me, è stato a causa della scomparsa delle persone che consideravo di riferimento, persone di cui appuntavo confusamente le parole in un percorso personale di discernimento di un sentiero di giustizia e di senso.
di Maurizio Ambrosini
Londra, un tempo la città più secolarizzata del Regno Unito, è diventata oggi la città più religiosa, punteggiata com’è di chiese, chiesette, sale di preghiera, moschee, templi, soprattutto nelle sue vaste periferie popolari.
Anche in Italia sta succedendo qualcosa del genere. Ne mostra quanto meno l’avvio una ricerca appena pubblicata presso il Mulino: Quando gli immigrati vogliono pregare, promossa dal Centro studi Confronti della Chiesa Valdese e dalla Fondazione Basso e curata da Maurizio Ambrosini, Samuele Molli e Paolo Naso.
Riprendiamo dal sito di Mosaico di pace quanto scritto da Tonio Dell'Olio il 14 settembre 2022 nella rubrica "Mosaico dei giorni".
Loujin Ahmed Nasif
Quando le vittime non hanno nome, semplicemente non esistono. È per questo che i nazisti sostituivano immediatamente l'identità anagrafica degli internati dei campi con un numero tatuato sull'avambraccio sinistro. Loujin Ahmed Nasif invece un nome ce l'ha – eccome! – e aveva anche i suoi quattro anni.
La guerra di invasione dell'Ucraina ha messo in discussione molte certezze. Anche nella nostra area culturale tante sono le posizioni contrastanti. Nel sito abbiamo documentato analisi e riflessioni. Riteniamo necessaria una riflessione "a monte" delle contingenze su alcune questioni di fondo. Per questo abbiamo iniziato a porre a persone di diversa impostazione gli interrogativi che riteniamo preliminari.
Iniziamo con il teologo Severino Dianich
Il cristiano di fronte al male nella storia o meglio dentro il male.
Riprendendo Bonhoeffer, che considera l’incarnazione come legge della storia, il cristiano sa che qualsiasi azione compia rimane nel peccato. Nella storia non si pone l’alternativa astratta tra il Bene assoluto e il Male assoluto.
Pagina 15 di 25