A Marghera la Natività ha trovato spazio nella moschea del centro islamico bengalese. Pubblichiamo un articolo di Romina Gobbo da Avvenire del 29 dicembre 2021.
Un piccolo presepe intagliato in legno è posato su un tappeto. Chi l’ha collocato lì deve aver pensato che, dopo tanta fatica, la Sacra Famiglia aveva il diritto di essere adagiata su qualcosa di morbido. Un’idea semplice, tenera, ma inconsueta. Perché quel tappeto è uno di quelli che servono per la preghiera islamica, e la cornice è il Centro islamico bengalese di Marghera (Venezia).
La Madonna, san Giuseppe e Gesù bambino sembrano trovarsi a loro agio, con alle spalle l’immagine della Kaaba (il cubo in pietra all’interno della Sacra Moschea che si trova alla Mecca, l’edificio più sacro dell’islam, ndr), e le parole del Corano.
di Clelia Degli Esposti
Gentile redazione di Esodo,
sono una socia dell’Osservatorio Interreligioso sulle violenze contro le donne (oivd) e mi sto occupando con altre socie e altre associazioni, degli abusi dei preti sulle religiose. Ho letto con interesse l’articolo/intervista di Giannino Piana “Pedofilia nella chiesa: "fare la verità"”. Dall’articolo mi sono resa conto di quanto sia difficile fare verità nella e sulla Chiesa e a questo scopo vorrei dare il mio contributo.
L’articolo parte dalla Chiesa francese e dal terremoto scatenato dal rapporto Sauvé, sottolineando il merito dei Vescovi francesi di avere ascoltato le sollecitazioni del Papa e di avere pubblicato i risultati.
Riprendiamo dal sito di Pax Cristi Italia il commento del Vescovo Giovanni Ricchiuti, Presidente Nazionale del Movimento, alla notizia che la Chiesa ha riconosciuto le virtù eroiche di don Tonino Bello, indicandolo come Venerabile.
Pax Christi tutta, che lo vide suo indimenticato presidente dal 1985 al 1993, è ricolma di gioia per questa bellissima notizia!
Grazie al Signore grazie a Papa Francesco, e grazie alla Congregazione dei Santi, nella persona del Prefetto il Card. Marcello Semeraro, per questo dono!
La sinodalità è stata la forma della chiesa sin dall’inizio. Questo Sinodo, indetto da Francesco Vescovo di Roma, è però una novità assoluta perché vuol essere un cammino con e di tutto il Popolo di Dio. Per questo Francesco parla di apertura di un nuovo processo sinodale. Manca quindi una tradizione cui riferirsi, manca una mentalità, un costume (dai Vescovi ai laici fedeli) che sono il prodotto di secoli di cristianità.
Lo sguardo storico è utile per capire quali sono gli ostacoli e quali i fattori positivi per avviare questo percorso.
Abbiamo chiesto di aiutarci in quest’analisi storica a don Angelo Favero, che è stato assistente della FUCI veneziana, preside, parroco. Lo ringraziamo anche perché ci fa partecipi della sua riflessione che pubblica anche nel suo "foglio" settimanale inviato alle sue amiche e ai suoi amici.
di Isabella Adinolfi
Voglio specchiarti sempre in tutta la figura,
mai cieco o troppo vecchio,
per sostenere la tua immagine vacillante e greve.
(R. M. Rilke, Libro d'ore)
Nel racconto biblico della creazione, ai versetti 26-28 del primo capitolo della Genesi, si legge: “E Dio disse: ‘Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza, e abbia potere sui pesci del mare e sui volatili del cielo, sugli animali domestici su tutte le fiere della terra e sopra tutti i rettili che strisciano sulla terra’. E Dio creò l’uomo a sua immagine. A immagine di Dio lo creò. Maschio e femmina li creò”. Questi pochi versetti nella tradizione ebraica e cristiana hanno conosciuto una vastissima fortuna. Come intendere infatti il testo biblico? In cosa si somigliano Dio e l’uomo? Si è o si diviene simili a Dio?
Il pastore e teologo valdese Paolo Ricca nell'incontro online del 28 giugno 2021 ha risposto alle domande emerse negli incontri redazionali durante la realizzazione dell’ultimo numero di Esodo dal titolo “Chi dite che io sia?”, che "osserva" Gesù da diverse prospettive. Le domande emerse erano tante e complesse e non si poteva pensare di esaurirle in un incontro. Per questo ne abbiamo scelte solo alcune per questo primo incontro.
di Paolo Ricca
Una delle maggiori anomalie, per non dire infedeltà, della cristianità odierna è il regime di apartheid eucaristico (non c’è modo di chiamarlo altrimenti, anche se rincresce di doverlo fare), nel quale vive, sembra serenamente, ormai da un millennio fino a oggi, la grande maggioranza dei cristiani. La Chiesa cattolica, infatti, tutte le Chiese ortodosse e un certo numero di Chiese evangeliche applicano alla mensa del Signore le regole dell’apartheid: escludono cioè dalla partecipazione a quella mensa tutti i cristiani che non appartengono alla loro comunità.
di Franco Macchi
Ho letto con attenzione l’ultimo numero del 2017 di Esodo e volentieri espongo alcuni echi, che gli articoli dedicati in quel fascicolo al tema centrale del sacerdozio nella chiesa, hanno movimentato il flusso dei miei pensieri. La loro lettura alla fine, almeno a me, ha lasciato la sensazione della mancanza di un filo conduttore logico e della mancanza di un nodo centrale intorno a cui avrebbero dovuto ruotare i vari contributi, pur nelle legittime variazioni che esso naturalmente permette e richiede.
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